“New Road” mostra a Londra

Il 15 Febbraio, A-Head, progetto sviluppato dall’Associazione Angelo Azzurro ONLUS, in collaborazione con artisti, musicisti e fashion designer, approda a Londra, con la mostraNew Road realizzata presso la galleria No.20 Gallery, a cura di Ludovica Palmieri. Una nuova tappa del percorso che, attraverso la fusione delle arti, intende promuovere la sensibilizzazione sul tema della malattia mentale.

Anche nella cornice londinese l’evento si caratterizza per la sua natura benefica e tutti i ricavati saranno devoluti al sostegno della Onlus Angelo Azzurro. A-Head nel Regno Unito si articola in una tre giorni, di arte, musica e convivialità, che vedrà protagonisti gli artisti che da sempre collaborano con la Onlus, il personale dell’NHS – MentalHealth, Londra; i pazienti stessi, presenti attraverso le loro opere e, naturalmente, il pubblico, coinvolto attivamente in tutti e tre le serate.

Giovedì 15 febbraio è dedicato all’opening della mostra, presso il centro per l’arte contemporanea No.20 Gallery, che fondato nel gennaio 2017 dal collezionista Micky Johnson, si propone come uno spazio poli-funzionale che ambisce proprio a sostenere artisti e progetti emergenti.

Il giorno dopo sarà la volta di un party, sempre a sostegno della Onlus.

Sabato 17 febbraio, a chiusura della trasferta londinese avrà luogo una cena, ospitata dal Refettorio Felix at St Cuthbert, per promuovere l’associazione nella city e firmata, in esclusiva per la Onlus, dallo chef Danilo Cortellini, ex Head Chef della ItalianEmbassy a Londra, nonché partecipante all’edizione 2015 di MasterChef: The Professionals 2015.

La musica e la convivialità caratterizzano da sempre l’associazione Angelo Azzurro, che propone modalità alternative di fare beneficenza per coinvolgere in maniera attiva e divertente il pubblico. Del resto, si tratta di un’associazione giovane, fondata per i giovani, con lo scopo di superare lo stigma della malattia mentale oltre la cura della stessa e allora, questo spirito coinvolgente e positivo, ben si esprime in un contesto allegro e vivo, in cui si può essere liberi di essere se stessi.

La mostra, dal titolo New Road si compone di più sezioni. The main: dedicata alle opere di Giovanni Calemma, Barbara Salvucci e Luca Guatelli;Uno sguardo Nuovo,dedicato ad una selezione dei lavori realizzati dai pazienti in collaborazione con gli artisti durante i laboratori e una terza sessione,LondonCallingin gemellaggio con artisti residenti a Londra che hanno deciso di donare alcune opere a sostegno della Onlus.

La prima sessione ospita le opere dei tre artisti che sostengono l’associazione dai suoi albori.Luca Guatelli presenta Light Street,del 2004, che in modo tanto esplicito quanto forte rappresenta l’ascensione legata alla sofferenza, parlando chiaramente di quei momenti, presenti nella vita di ciascun essere umano, in cui la crescita individuale è legata al confronto e, al superamento, di un dolore. Accanto a questo, un’opera site specific, Senza Titolo, scaturita dellafase più recente della sua ricerca, in cui l’artista, attraverso un gesto catartico, trasforma dei disegni, ritratti molto liberi, in delicate sculture floreali, che “sbocciando”, grazie a Guatelli, sul tronco di rami ormai inariditi, li riportano a vita nuova, proponendo contemporaneamente una visione personalissima ed intima della natura.

GiovanniCalemma presenta l’ultimo lavoro che rientra nella serie Passages, che l’artista sta elaborando dal 2014, in cui affronta il tema del passaggio e del trascorrere del tempo. Questo progetto, tutt’ora in fieri costituisce una svolta nella ricerca artistica di Calemma, dal momento che si caratterizza per uno spostamento del focus, dalla rappresentazione degli esseri umani, quindi da una sorta di lettura sociologica della società, all’indagine della natura. Questo passaggio da un soggetto all’altro tuttavia non ha implicato un venire meno dell’interesse di Calemma per l’essere umano, ma anzi un approfondimento di questa ricerca, nella misura in cui, nella visione dell’artista la natura viene sempre intesa come metafora dei rapporti tra le persone. Anche qui, di fronte a quest’immagine “catturata” proprio nel 2017, nell’Irlanda del nord, a GiantCausway, un antico sito vulcanico ed esposta in occasione di questa mostra per la prima volta, l’artista ritrova immerso nella natura, letteralmente sedimentato nella roccia, un cerchio, simbolo fondamentale, espressione dell’unione sin-patetitca, della collaborazione perfetta, rappresentazione dunque di una possibilità positiva e costruttiva del rapporto interumano.

Barbara Salvucci presenta due lavori senza titolo, di grandi dimensioni, realizzati per l’occasione. In entrambi l’elemento grafico è preponderante. La prima è un disegno, inchiostro su tela, composto da nove tavole separate che, una volta riunite, danno luogo ad una forma morbida e leggera che danza liberamente nell’aria. La seconda è una stampa, 150 x 135 cm, una sorta di arazzo contemporaneo, a tutto campo, in cui il segno è protagonista. La sua ragion d’essere in questo contesto, non è quella di tracciare una forma, ma semplicemente di esistere di per sé, da intendersi come un movimento fluido, continuo ed infinito che invita ad essere immaginato ben oltre i confini della tela.

Quest’opera è fondamentale anche nella misura in cui rappresenta il punto di partenza per il lavoro a quattro mani realizzato con Giovanni Calemma. L’opera Cathartic Meeting, prodotta dalla Onlus Angelo Azzurro completa questa sessione espositiva.Il sostegno dell’arte da parte dell’associazione si concretizza nel progetto A-Head, non solo attraverso l’organizzazione di mostre, ma anche tramite la produzione di opere d’arte. Ogni tappa del progetto vede la produzione di un lavoro ad hoc, dedicato. Dopo la presentazione di Street of Sound, di Barbara Salvucci, New Road è l’occasione per presentare al pubblico Cathartic Meetingdi Barbara Salvucci e Giovanni Calemma, in cui fotografia e disegno si fondono per creare opere completamente nuove, metafora di un spazio immaginario che forma un percorso in cui natura e umanità si uniscono. L’opera, che nasce proprio dall’incontro tra due artisti maturi, con una forte storia alle spalle, è specchio della volontà di creare un dialogo, in cui non solo due ricerche, ma proprio due tecniche diverse convergono, fino ad arrivare ad una sorta di fusione, in cui il tratto distintivo di uno si perde in quello dell’altro. Scorrendo i lavori esposti, infatti è possibile quasi notare un climax ascendente, che annulla sempre più la distanza tra i due partner artistici. Questo incontro è possibile perché entrambi gli artisti, in questo percorso di vita sempre diverso, hanno trovato un filo comune, la continua ricerca e affermazione di un’identità solida, unica e indipendente, intesa come presupposto necessario per immergersi in un vero e completo rapporto con l’altro.  Cathartic Meeting, pur essendo un progetto complesso, che concettualmente sposa pienamente la missiondella Onlus Angelo Azzurro, si presta tuttavia a diversi livelli di fruizione,dall’impatto immediato all’osservazione profonda, per offrire a ciascun osservatore la possibilità di trarne una lettura estremamente personale.

Uno Sguardo Nuovo è la presentazione, continuamente in divenire, dei lavori realizzati dai pazienti, durante i laboratori con gli artisti. Tutte le opere rappresentano dei momenti di passaggio, di guarigione, dell’affermazione di un’identità che molti credevano persa per sempre. I progetti riabilitativi organizzati dalla Onlus Angelo Azzurro dal 2009, affiancati ai percorsi tradizionali di terapia, dimostrano quanto la pratica di un’attività volta a stimolare la creatività dei pazienti, intesa come caratteristica prettamente umana, si riveli fondamentale nel percorso di cura. Del resto, lo scopo dell’intero progetto è quella di aiutare i giovani che hanno attraversato periodi di difficoltà a reintegrarsi pienamente nella società, attraverso lo sviluppo di nuove capacità lavorative e creative.In mostra, oltre ai lavori realizzati con gli artisti qui rappresentati, sono presenti anche i ritratti fotografici realizzati con Cristina Nuñeznell’ambito del suo workshop The Self-Portrait Experience®, 2015.

La terza sessione della mostra, LondonCalling, prevede la partecipazione attiva del pubblico chiamato a prendere parte ad una lotteria a sostegno della Onlus. Le opere esposte, infatti, ne costituiscono i premi. Si tratta di due fotografie di Antonio Pagano;un’edizione speciale, realizzata appositamente per l’occasione dell’Alice’sAlphabet Box di Katia Fiorentino e di due monografie prodotte dalla Morel Book, una casa editrice indipendente, no-profit, specializzata nella realizzazione di libri d’arte e fotografici in edizione limitata.

L’Associazione Socio-Sanitaria Angelo Azzurro Onlus è stata costituita nel 2009 dalle famiglie Calapai e Lo Giudice con lo scopo di sostenere pazienti e familiari in condizione di disagio fisico, psichico e sociale di tutte le età. In particolare l’Associazione si occupa di sviluppare progetti riabilitativi individualizzati volti al recupero della massima autonomia da parte dei pazienti, alla riduzione della dipendenza istituzionale e alla lotta contro lo stigma della malattia mentale.

Negli anni l’Associazione “Angelo Azzurro” ONLUS ha ricevuto il sostegno economico da Privati con erogazioni liberali, da Fondazioni, come la Fondazione Vodafone Italia e La Fondazione Nando ed Elsa Peretti, e dal 5×1000.

Infine va ricordato che l’Associazione “Angelo Azzurro” ONLUS sostiene in maniera attiva l’arte contemporanea e gli artisti che collaborano ai laboratori, rendendo possibile la realizzazione dei loro progetti creativi.